AssettiAdeguati

Il test in 3 domande: la tua PMI supera la verifica sugli adeguati assetti?

Di Andrea Torresi, Commercialista e Revisore Legale · · Lettura: 5 min

Art. 2086 c.c. non è facoltativo: ogni imprenditore deve verificare.

Da quando il Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (D.Lgs. 14/2019) ha riscritto le regole del gioco, l'obbligo di dotarsi di adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili non è più un suggerimento. È legge.

Eppure, nella pratica quotidiana, molti imprenditori e amministratori di PMI non sanno rispondere a una domanda semplice: la mia impresa è conforme?

In questo articolo proponiamo un test pratico in 3 domande, costruito sui riferimenti normativi vigenti e sulle indicazioni operative del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC).

Il quadro normativo in sintesi

L'art. 2086 c.c., nella formulazione introdotta dal D.Lgs. 14/2019, impone all'imprenditore che operi in forma societaria o collettiva di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell'impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi e della perdita della continuità aziendale.

A questo si aggiungono:

Il mancato adempimento non è un rischio astratto. In caso di crisi, l'assenza di assetti adeguati può fondare un'azione di responsabilità nei confronti degli amministratori.

Le 3 domande del test

1. L'impresa ha un sistema di rilevazione dei segnali di crisi?

Un assetto adeguato richiede strumenti che intercettino per tempo i segnali di squilibrio economico, patrimoniale o finanziario. Tra questi, il DSCR (Debt Service Coverage Ratio) e gli indici di allerta rappresentano il livello minimo di monitoraggio.

Il test pratico introdotto dal Decreto Dirigenziale del Ministero della Giustizia del 23 aprile 2026, recepito nei Principi di comportamento CNDCEC/FNC del 22 giugno 2026, fornisce una formula operativa:

Risultato = A / B

Dove A rappresenta il debito da servire e B i flussi annui a servizio del debito (MOL prospettico normalizzato).

Le soglie di riferimento:

Se il MOL normalizzato è strutturalmente negativo, la discontinuità è obbligatoria a prescindere.

Domanda operativa: la tua impresa calcola periodicamente questo rapporto?

2. Esiste un flusso informativo periodico verso gli organi di controllo?

I Principi CNDCEC/FNC del 22 giugno 2026 individuano sei elementi che l'esperto della composizione negoziata valuta, tra cui:

Domanda operativa: il tuo CdA o organo di controllo riceve report periodici con dati finanziari aggiornati? Se la risposta è "solo il bilancio annuale", l'assetto informativo non è adeguato.

3. Il piano industriale è aggiornato e coerente con la situazione finanziaria?

Secondo i Principi CNDCEC/FNC, il piano di risanamento deve contenere almeno:

Le proiezioni non possono superare i 5 anni e il debito residuo oltre tale orizzonte deve risultare "fisiologico".

Domanda operativa: il tuo piano industriale riflette la realtà attuale dell'impresa?

Prevenzione, non composizione

Il test misura la difficoltà del percorso, non diagnostica la crisi. Chi scopre di essere in zona di attenzione (risultato tra 3 e 5) ha ancora margine per intervenire.

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Fonti

Questo articolo è redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI Act, Reg. UE 2024/1689, art. 50).