UNI/PdR 167:2025 — la prassi che certifica gli adeguati assetti
L'art. 2086 c.c. impone l'adeguato assetto organizzativo, amministrativo e contabile, ma non dice come verificarlo. La UNI/PdR 167:2025 colma questo vuoto: definisce requisiti misurabili e apre la strada alla certificazione accreditata.
Cos'è la UNI/PdR 167:2025
La UNI/PdR 167:2025, pubblicata il 17 aprile 2025 in sostituzione della versione 2024, è una prassi di riferimento elaborata da un tavolo UNI coordinato dall'ODCEC di Milano, con la partecipazione degli ordini professionali di Milano e Napoli, dell'Ordine degli Avvocati di Roma, dell'Università di Parma e di ACCREDIA. Il documento fissa requisiti e indirizzi operativi per la valutazione di conformità degli assetti organizzativi, amministrativi e contabili delle PMI.
In termini pratici: traduce il dovere indeterminato dell'art. 2086, comma 2, c.c. in criteri che un organismo terzo può verificare.
A chi si applica
La prassi è applicabile a tutte le PMI, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore e dalla dimensione. Adotta un approccio prestazionale: non impone modelli rigidi o software specifici, ma chiede che la struttura aziendale sia in grado di produrre dati affidabili e tempestivi, commisurati alla natura dell'impresa e agli obiettivi della governance.
I dieci principi dell'adeguato assetto
La prassi si fonda su dieci principi, tra i quali:
- Integrazione: l'assetto organizzativo, amministrativo e contabile funziona come un sistema unico, non come compartimenti separati.
- Unicità: ogni impresa ha un unico assetto, calibrato sulla propria dimensione.
- Specificità: non esiste un modello universale; i requisiti vanno adattati alla singola realtà.
- Coinvolgimento: l'adeguamento richiede la partecipazione attiva di organi amministrativi e di controllo.
- Tempestività: l'assetto deve consentire di rilevare con prontezza segnali di squilibrio economico, finanziario e patrimoniale.
L'elenco completo dei dieci principi è nel testo ufficiale della prassi, acquistabile dal catalogo UNI.
Come funziona la certificazione
La UNI/PdR 167:2025 prevede una valutazione di conformità di terza parte (certificazione), rilasciata da organismi indipendenti accreditati secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17065:2012. In Italia, l'accreditamento è gestito da ACCREDIA.
Il processo si articola in tre fasi:
- Autovalutazione: l'impresa verifica il proprio assetto rispetto ai requisiti della prassi.
- Adeguamento: si colmano le lacune individuate, con l'eventuale supporto di un professionista.
- Audit di certificazione: l'organismo accreditato verifica la conformità e rilascia (o nega) la certificazione.
Vantaggi operativi per la PMI
| Vantaggio | Dettaglio |
|---|---|
| Prova documentale | La certificazione costituisce un elemento probatorio dell'adeguatezza dell'assetto, utile in caso di azione di responsabilità o composizione negoziata. |
| Accesso al credito | Un assetto certificato migliora la posizione dell'impresa nel dialogo con banche e intermediari finanziari. |
| Riduzione del rischio | Il sistema di monitoraggio continuo consente di rilevare per tempo gli squilibri, riducendo il rischio di interventi tardivi. |
| Rating di legalità | L'adeguamento può contribuire ai requisiti per il rating di legalità rilasciato dall'AGCM. |
Collegamento con il Codice della Crisi
La prassi si inserisce nel quadro del D.Lgs. 14/2019 (Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza). L'art. 3 del CCII impone all'imprenditore di adottare misure idonee a rilevare tempestivamente lo stato di crisi e di assumere le iniziative necessarie. La UNI/PdR 167:2025 offre il come: una mappa di requisiti verificabili che dimostra di aver adempiuto all'obbligo.
In sede di composizione negoziata, la presenza di un assetto certificato può costituire un elemento a favore dell'imprenditore nel dialogo con l'esperto nominato dalla CCIAA.
Il contesto: Bureau Veritas e ANPEI
Nel 2025, Bureau Veritas Italia e ANPEI (Associazione Nazionale PMI Innovative) hanno sottoscritto un accordo per promuovere la certificazione degli assetti adeguati secondo la UNI/PdR 167:2025. L'intesa mira a facilitare l'accesso alla certificazione per le PMI innovative, con percorsi semplificati e tariffe agevolate.
Cosa fare concretamente
- Verificare se la propria impresa dispone di un organigramma aggiornato, un sistema di reporting e un budget previsionale documentato.
- Valutare il gap rispetto ai requisiti della prassi, con il supporto di un professionista.
- Predisporre un piano di adeguamento con tempi e responsabilità.
- Individuare un organismo accreditato ACCREDIA per avviare l'iter di certificazione.
Verifica la conformità della tua impresa
Fonti
- UNI/PdR 167:2025, “PMI — Requisiti e indirizzi operativi per la valutazione di conformità”, 17 aprile 2025 (corretta 18 settembre 2025)
- ACCREDIA, “Al via l'accreditamento per sostenere le PMI nel rafforzamento della governance”
- ODCEC Milano, “La certificazione di qualità degli adeguati assetti”, maggio 2025
- Ingenio, “Assetti organizzativi delle PMI: come valutare l'adeguatezza con la UNI/PdR 167”
- Altalex, “PMI e adeguati assetti: UNI/PdR 167:2025, certificazione e prova dell'adeguatezza”, settembre 2026
- Bureau Veritas Italia, accordo Bureau Veritas-ANPEI
- Art. 2086, comma 2, c.c. (come modificato dal D.Lgs. 14/2019)
- D.Lgs. 14/2019, art. 3 (Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza)
Questo articolo è redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI Act, Reg. UE 2024/1689, art. 50).